As Chief of Staff of the Kingdom of Cattimondo, micronation indipendista, are compelled to express an opinion about the greater story dell'indipendentismo in recent months: the Scottish independence referendum.
I've always been a sincere supporter of the independence of the Roman Caledonia, especially after experiencing the beauty of the city and the beauty of their land.
However, micronazionalisti do not have to back up any question of independence: there is a difference between wanting to release an oppressed nationality (it was the case of Ireland, as in India) and the arrogant pride of a country that oppresses (l 'independentism Po being the best example).
The case of Scotland is placed in the first field: it is a potentially very rich country, but exploited industrially from England, so that in the main urban centers (Edinburgh, Glasgow) you can watch a poverty not seen in London.
Secondly, the process of independence of Scotland has moved the entire board dell'indipendentismo: we've come to speak more often of the Catalan question (there was a major event on September 11, there will be a referendum on November 14), Basque (June 8, there was a demonstration of 150,000 people), Flemish, race, Breton, Veneto (June 19 the regional council has authorized a referendum on independence), nordcipriota and Sardinia.
Point out that these processes separatists will however be assessed in time: at present we do not know whether we should support them or not, you should see their evolution over time.
Also, I might add, these nell'indipendentismo evolution may provide a small incentive to move Micronationalist. Remember that it is also at stake independence of Seborga in the coming years.
But the process-independence has its critical points. First, rarely saw herself independence obtained through a referendum authorized by the country from which you want to be independent.
Second, the Scots do not believe that you have obtained the true independence from England until the work in Scotland will be controlled by multinational British.
Giorgio Viganò Amperote Amperote
MESSAGE OF GEORGE VIGANO 'ABOUT THE SCOTTISH REFERENDUM
As Chief of Staff of the Kingdom of Cattimondo, micronation indipendista, are compelled to express an opinion about the greater story dell'indipendentismo in recent months: the Scottish independence referendum.
I've always been a sincere supporter of the independence of the Roman Caledonia, especially after experiencing the beauty of the city and the beauty of their land.
However, micronazionalisti do not have to back up any question of independence: there is a difference between wanting to release an oppressed nationality (it was the case of Ireland, as in India) and the arrogant pride of a country that oppresses (l 'independentism Po being the best example).
The case of Scotland is placed in the first field: it is a potentially very rich country, but exploited industrially from England, so that in the main urban centers (Edinburgh, Glasgow) you can watch a poverty not seen in London.
Secondly, the process of independence of Scotland has moved the entire board dell'indipendentismo: we've come to speak more often of the Catalan question (there was a major event on September 11, there will be a referendum on November 14), Basque (June 8, there was a demonstration of 150,000 people), Flemish, race, Breton, Veneto (June 19 the regional council has authorized a referendum on independence), nordcipriota and Sardinia.
Point out that these processes separatists will however be assessed in time: at present we do not know whether we should support them or not, you should see their evolution over time.
Also, I might add, these nell'indipendentismo evolution may provide a small incentive to move Micronationalist. Remember that it is also at stake independence of Seborga in the coming years.
But the process-independence has its critical points. First, rarely saw herself independence obtained through a referendum authorized by the country from which you want to be independent.
Second, the Scots do not believe that you have obtained the true independence from England until the work in Scotland will be controlled by multinational British.
Giorgio Viganò Amperote Amperote
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In qualità di Capo di Stato del Regno dei Cattimondo, micronazione indipendista, sono in dovere di esprimere un'opinione circa la maggiore vicenda dell'indipendentismo negli ultimi mesi: il referendum sull'indipendenza scozzese.
Sono da sempre un sincero sostenitore dell'indipendenza della romana Caledonia, soprattutto dopo aver conosciuto la bellezza delle sue città e l'amenità delle sue terre.
Tuttavia, i micronazionalisti non devono spalleggiare qualsiasi causa indipendentista: c'è differenza tra la voglia di liberazione di una nazionalità oppressa (fu il caso dell'Irlanda, come dell'India) e l'orgoglio borioso di una nazionalità che opprime (l'indipendentismo padano ne è il miglior esempio).
Il caso della Scozia si pone nel primo campo: si tratta di una nazione potenzialmente molto ricca, ma sfruttata industrialmente dall'Inghilterra, tanto che nei principali centri urbani (Edimburgo, Glasgow) si può assistere ad una povertà non visibile a Londra.
In secondo luogo, il processo d'indipendenza della Scozia ha mosso l'intera scacchiera dell'indipendentismo: si è tornati a parlare più spesso della questione catalana (c'è stata una manifestazione importante l'11 settembre, ci sarà un referendum consultivo il 14 novembre), basca (l'8 giugno c'è stata una dimostrazione di 150000 persone), fiamminga, corsa, bretone, veneta (il 19 giugno il consiglio regionale ha autorizzato un referendum sull'indipendenza), nordcipriota e sarda.
Preciso che questi processi indipendentisti saranno comunque da valutare nel tempo: ad oggi non sappiamo se dovremmo appoggiarli oppure no, bisognerebbe vedere la loro evoluzione nel tempo.
Inoltre, aggiungo, queste evoluzione nell'indipendentismo potrebbero dare un piccolo incentivo al movimento micronazionalista. Ricordiamo che è in ballo anche l'indipendenza di Seborga nei prossimi anni.
Ma il processo indipendentista ha i suoi punti critici. Primo: raramente s'è vista un'indipendenza ottenuta tramite un referendum autorizzato dalla nazione da cui si vuole essere indipendenti.
Secondo: gli scozzesi non credano di avere ottenuto la vera indipendenza dall'Inghilterra fino a quando il lavoro in Scozia sarà controllato dalle multinazionali inglesi.
Giorgio Viganò Amperote Amperote
MESSAGGIO DI GIORGIO VIGANO' CIRCA IL REFERENDUM SCOZZESE
In qualità di Capo di Stato del Regno dei Cattimondo, micronazione indipendista, sono in dovere di esprimere un'opinione circa la maggiore vicenda dell'indipendentismo negli ultimi mesi: il referendum sull'indipendenza scozzese.
Sono da sempre un sincero sostenitore dell'indipendenza della romana Caledonia, soprattutto dopo aver conosciuto la bellezza delle sue città e l'amenità delle sue terre.
Tuttavia, i micronazionalisti non devono spalleggiare qualsiasi causa indipendentista: c'è differenza tra la voglia di liberazione di una nazionalità oppressa (fu il caso dell'Irlanda, come dell'India) e l'orgoglio borioso di una nazionalità che opprime (l'indipendentismo padano ne è il miglior esempio).
Il caso della Scozia si pone nel primo campo: si tratta di una nazione potenzialmente molto ricca, ma sfruttata industrialmente dall'Inghilterra, tanto che nei principali centri urbani (Edimburgo, Glasgow) si può assistere ad una povertà non visibile a Londra.
In secondo luogo, il processo d'indipendenza della Scozia ha mosso l'intera scacchiera dell'indipendentismo: si è tornati a parlare più spesso della questione catalana (c'è stata una manifestazione importante l'11 settembre, ci sarà un referendum consultivo il 14 novembre), basca (l'8 giugno c'è stata una dimostrazione di 150000 persone), fiamminga, corsa, bretone, veneta (il 19 giugno il consiglio regionale ha autorizzato un referendum sull'indipendenza), nordcipriota e sarda.
Preciso che questi processi indipendentisti saranno comunque da valutare nel tempo: ad oggi non sappiamo se dovremmo appoggiarli oppure no, bisognerebbe vedere la loro evoluzione nel tempo.
Inoltre, aggiungo, queste evoluzione nell'indipendentismo potrebbero dare un piccolo incentivo al movimento micronazionalista. Ricordiamo che è in ballo anche l'indipendenza di Seborga nei prossimi anni.
Ma il processo indipendentista ha i suoi punti critici. Primo: raramente s'è vista un'indipendenza ottenuta tramite un referendum autorizzato dalla nazione da cui si vuole essere indipendenti.
Secondo: gli scozzesi non credano di avere ottenuto la vera indipendenza dall'Inghilterra fino a quando il lavoro in Scozia sarà controllato dalle multinazionali inglesi.
Giorgio Viganò Amperote Amperote